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Through painting, drawing, and sculpture, I create fields of visual deception where intimacy and sacredness coexist. I’m drawn to images that linger, holding personal and collective memory close to everyday life.

ARTIST STATEMENT ​

My practice explores the tension between appearance and essence, reality and illusion, between classical symbolism and contemporary imagination. Irony and subversion become ways to challenge monumentality and delicacy.

In my Deceitful figures series, sculpture becomes an illusion: the works appear three-dimensional but are, in fact, flat. Layers of pigment-painted paper are torn, reassembled, and composed through chiaroscuro to model form and simulate volume. These fragile surfaces recall classical reliefs and time-worn frescoes, yet they are made from ephemeral materials—paper, wood, ceramic—suggesting that monumentality is only a mirage and that time is not linear, but fluid, unstable, and continuously rewritten.

This visual deception is not intended to diminish the past. On the contrary, it reflects my connection to my Italian roots and to the memory of classical sculpture, by which I am deeply fascinated. That memory is filtered and reimagined through my own gaze, within a present in constant transformation—one in which the fluidity of time dissolves clear boundaries between past and present, allowing tradition and contemporary experience to remain in continuous dialogue.

My sculptures reference the sensitivity of ancient preparatory cartoons and the composure of Fayum portraits, yet they also inhabit a more intimate world and a personal visual memory. The female presence is central: austere busts are disrupted by ruffles, ornaments, and small everyday objects—lipsticks, tempting fruits, perfumes, cigarettes. My faces wink and flirt with pop seduction, while the objects that accompany them are transformed into contemporary relics—symbolic fetishes suspended between the sacred and the profane.

Motherhood has introduced a renewed sense of play into my practice. Like the paper dolls of my childhood, my figures invite imagination, customization, and interaction. This playful dimension extends to the viewer, encouraging a slower, more tactile engagement with the work.

My research moves between two and three dimensions. Alongside optical illusions on paper, I create fully sculpted ceramic works that amplify symbolic and surreal elements. In Fed by the Stars, a female figure rests between dream and matter, recalling votive busts and classical iconography. Movable stars invite touch and participation, while ornamental details introduce ambiguity—where enchantment, doubt, and transformation coexist.

Living in New York, within a fast and saturated visual environment, my work moves in the opposite direction. It slows down, layers meaning, and suggests rather than declares. At the same time, I am aware that today much of our experience of art—and sculpture in particular—is mediated through photography, often reduced to a single point of view. This way of seeing influences how sculpture is perceived, sometimes flattening it into a frontal image. My works are conceived to function from a privileged perspective, questioning the idea of three-dimensionality and inviting viewers to reflect on what they see and how they see it.

I like to give form to what is constantly changing. I embrace ambiguity, incompletion, and play, believing that enchantment lies in the possibility of transformation.

BIO

Verdiana Patacchini (Virdi) is a New York–based artist, born and raised in Italy in the Tuscia region and now a naturalized American, whose practice spans painting, sculpture, and ceramics, engaging with themes of illusion, material fragility, ornament, and collective memory.

She holds a BFA in Painting and an MFA in Contemporary Art Heritage from the Accademia di Belle Arti of Via Ripetta in Rome.

Her work has been exhibited internationally at galleries and institutions including the Consulate General of Italy in New York, Central Park Tower, Kristen Lorello Gallery, Room 57 Gallery, and Future Fair. Her work was reviewed by The Wall Street Journal as a highlight of Future Fair 2023.

She was a finalist of the 2023 Italian Tri-State Art Prize, awarded by the Italian Cultural Institute of New York under a committee led by Massimiliano Gioni. She currently teaches painting at 92NY and works from her studio at Mana Contemporary.

TESTO DELL'ARTISTA

 

Il mio lavoro esplora la tensione tra apparenza ed essenza, realtà e illusione, simbolismo classico e immaginazione contemporanea. Mi interessano immagini che resistono al tempo: forme ambigue, instabili, che emergono dalla vita quotidiana e che attivano una memoria personale e collettiva. Ironia e sovversione diventano strumenti per interrogare l’idea di monumentalità e delicatezza.

Nella serie Figure Bugiarde, la scultura si manifesta come illusione. Le opere appaiono tridimensionali ma sono in realtà piatte, costruite attraverso strati di carta dipinta con pigmenti, strappata e riassemblata per modellare la forma attraverso la tecnica del chiaroscuro. Queste superfici fragili richiamano rilievi classici e affreschi consumati dal tempo, ma sono realizzate con materiali effimeri — carta, legno, ceramica — suggerendo che la monumentalità è solo un miraggio e che il tempo non è lineare, ma fluido, instabile, continuamente riscritto.

Questo inganno visivo non intende sminuire il passato, ma riflette il legame con le mie radici italiane e con la memoria della scultura classica, che continua ad agire come spazio di fascinazione.

. Tale memoria viene filtrata e ricreata attraverso il mio sguardo, in un presente in trasformazione, dove la fluidità del tempo dissolve confini netti tra passato e presente, e tradizione ed esperienza contemporanea rimangono in dialogo.

Le mie sculture citano la sensibilita' degli antichi cartoni preparatori e la compostezza dei ritratti del Fayum. Ma abitano anche un mondo ed una memoria visiva intima. La presenza femminile è centrale: busti con pose austere vengono interrotte da balze, ornamenti e piccoli oggetti quotidiani — rossetti, frutti tentatori, profumi, sigarette. I miei volti ammiccano, flirtano con la seduzione pop e gli oggetti che le accompagnano si trasformano in reliquie contemporanee, feticci simbolici sospesi tra sacro e profano.

La maternità ha introdotto nella mia pratica una rinnovata dimensione ludica. Come le bambole di carta della mia infanzia, le opere invitano all’immaginazione, alla personalizzazione e all’interazione, incoraggiando un rapporto più lento e tattile con l’opera.

La mia ricerca si muove tra bidimensionalità e tridimensionalità. Accanto alle opere illusoree su carta, realizzo sculture in ceramica a tutto tondo che amplificano componenti simboliche e surreali. In Fed by the Stars, una figura femminile è sospesa tra sogno e materia. Le stelle mobili invitano al contatto e alla partecipazione, mentre i dettagli ornamentali introducono un’ambiguità narrativa in cui intimità, desiderio e trasformazione coesistono.

Vivo a New York, immersa in un linguaggio visivo rapido e saturo, ma il mio lavoro si muove in direzione opposta. Rallenta, stratifica il significato e suggerisce piuttosto che affermare. Viviamo in un mondo di immagini che scorrono velocemente, in cui anche l’esperienza dell’arte è spesso mediata dalla fotografia, capace di restituire un solo punto di vista. Questo modo di guardare influenza la percezione della scultura, talvolta ridotta a un’immagine frontale. Le mie opere nascono da questa consapevolezza: sono pensate per funzionare da una prospettiva privilegiata, mettendo in discussione l’idea di tridimensionalità e invitando lo spettatore a interrogarsi su ciò che vede e su come lo vede.

Mi interessano immagini che affiorano e scompaiono, lasciando spazio all’incertezza e all’incanto. Il mio lavoro si muove dentro ciò che è instabile, incompiuto e in trasformazione.

BIO 

Verdiana Patacchini (Virdi) è un’artista italiana, naturalizzata americana. La sua pratica attraversa pittura, scultura e ceramica, indagando i temi dell’illusione, della fragilità materica, dell’ornamento e della memoria collettiva.

È nata e cresciuta nella regione della Tuscia ed è oggi residente a New York City. Ha conseguito un diploma in Pittura e un Master in Valorizzazione e Conservazione del Patrimonio Artistico Contemporaneo presso l’Accademia di Belle Arti di Via di Ripetta di Roma.

Il suo lavoro è stato esposto in ambito internazionale in gallerie e istituzioni tra cui il Consolato Generale d’Italia a New York, Central Park Tower, Kristen Lorello Gallery, Room 57 Gallery e Future Fair.

Nel 2023 The Wall Street Journal ha recensito il suo lavoro come uno dei highlight di Future Fair.

È tra i vincitori del Tri-State Art Prize 2023, promosso dall’Istituto Italiano di Cultura di New York sotto la guida di una commissione presieduta da Massimiliano Gioni. Attualmente insegna workshop di pittura e murales su maiolica presso il 92NY e lavora nel suo studio a Mana Contemporary.

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